DOLORE AL TENDINE D’ACHILLE: COSA FARE PER TORNARE A CORRERE!

TENDINOPATIA ACHILLEA: SINTOMATOLOGIA, CAUSE E RIMEDI PER TORNARE A CORRERE!

Quanti di voi runners sono stati colpiti da dolore nella zona tendinea del polpaccio?

Quel dolore inizialmente subdolo che dopo pochi minuti di riscaldamento scompariva ma finito l’allenamento si presentava più forte di prima fino ad impedirti di correre??

In questo articolo vogliamo raccontarti cos’è la Tendinopatia Achillea, dove e come si manifesta, quali sono le cause, ma soprattutto quali esercizi fare per tornare a correre senza dolore!

Cos’è un tendine?

I tendini sono strutture, costituite di fasci connettivali, poco elastiche che trasmettono la forza generata dai muscoli all’osso su cui si inseriscono. Sono molto poco vascolarizzati dal sangue e quindi hanno scarse o comunque lente possibilità di adattamento a variazioni di sollecitazioni a cui vengono sottoposti.

Le capacità di adattamento e riparative, infatti, delle microlacerazioni interne (causate dallo stress meccanico dovuto dall’allenamento) dipendono essenzialmente dall’afflusso di sangue e dall’azione delle rare  cellule riparative all’interno del tendine, fattori che dipendono molto dall’età biologica della persona.

In sostanza “se ci alziamo dal divano” senza aver mai corso prima e ci improvvisiamo runner, se riprendiamo ad allenarci dopo un lungo stop dovuto a infortunio o se  aumentano i carichi di allenamento bruscamente abbiamo buone possibilità di infiammare i nostri tendini in particolare quello achilleo!

Leggi il nostro primo articolo del Blog se vuoi iniziare a correre o se vuoi riprendere dopo un’infortunio.

Qual’è la funzione del Tendine d’Achille?

Il tendine d’Achille unisce il muscolo tricipite surale (formato da soleo e gastrocnemio) al calcagno ed è il
tendine più spesso e robusto del corpo.

Ha una funzione fondamentale nella deambulazione perché trasmette le forze di propulsione (la spinta verso avanti) al piede.

In particolare nella corsa permette di trasformare l’energia accumulata nella fase di appoggio del piede a terra (allungandosi) in energia elastica (accorciandosi) nella fase di spinta, come fosse un arco che si tende e poi scocca la freccia. Energia, fra l’altro, a costo zero! Rendendo quindi la nostra corsa efficiente: più economica (alla stessa velocità fatico meno) o  più performante (con la tessa spesa metabolica, cioè con la stessa “fatica” riesco a correre più veloce).

Quali sono le cause della Tendinopatia Achillea?

La Tendinopatia Achillea è un infortunio tipico da sovraccarico funzionale  molto frequente nei runners.

Le sue cause possono essere varie:

  • eccessivo allenamento;

  • allenamento svolto su fondi troppo duri;

  • calzature sbagliate;

  • tecnica di corsa errata;

  • problematiche “posturali” (rigidità muscolare, limitazione della mobilità di caviglia o anca, appoggio del piede disfunzionale);

  • malattie dismetaboliche (le quali indeboliscono i tendini causando invecchiamento precoce);

  • età.

Leggi il nostro articolo se vuoi capire come limitazioni di mobilità o forza possono causare sovraccarico.

Dove si presenta la Tendinopatia Achillea?

La maggior parte delle volte la tendinopatia si presenta monolateralmente e la sede tipica è nel terzo
medio del tendine (a circa 2-6 cm di distanza dal tallone).

In questa zona spesso diventa cronica perché si tratta della parte di tendine meno irrorata di sangue. Questo può comportare un ispessimento del tendine (quindi paradossalmente diviene meno elastico) e una degenerazione a livello delle cellule che lo compongono.

Un’altra sede di dolore  può manifestarsi anche a livello dell’inserzione del tendine sul calcagno,  accompagnata da una borsite sottostante.

Come si manifesta il dolere da Tendinopatia Achillea?

La gravità dell’infortunio varia soprattutto in base a quanto si continua a caricare sul tendine
sofferente.

Solitamente la tendinopatia insorge con un lieve dolore all’inizio dell’attività sportiva che scompare dopo essersi scaldati, per ricomparire dopo la sessione. Via via il dolore diventa sempre più intenso fino ad arrivare a rendere impossibile la corsa e difficoltosa la camminata.

Se la degenerazione non viene affrontata con tempestività può sfociare alla rottura, anche con distacco improvviso, del Tendine d’Achille!

Cosa fare per prevenire l’evolversi della Tendinopatia Achillea?

È molto importante non sottovalutare i primi segnali di questo infortunio – dolore all’inizio dell’attività
sportiva che scompare una volta effettuato il riscaldamento e possibile dolore alla palpazione – in quanto
prima interveniamo e prima risolveremo il problema.

Al contrario se continuiamo a caricare senza effettuare interventi per recuperare l’infortunio questo potrebbe diventare più grave e/o cronicizzare, allungando così anche i tempi di recupero. Per questo motivo, sarebbe molto importante affidarci ad un fisioterapista di fiducia, in modo da individuare un protocollo riabilitativo adeguato e le possibili cause dell’infortunio.

Cosa fare se già si soffre di Tendinopatia Achillea?

Esistono degli esercizi che si possono effettuare in autonomia quando l’entità dell’infortunio non è
eccessivamente grave. Infatti, la letteratura scientifica suggerisce che il trattamento migliore per le
tendinopatie sia l’esercizio eccentrico (ovvero quel tipo di esercizio che comporta una contrazione
muscolare con allungamento delle fibre muscolari e non con il classico accorciamento); questo tipo di
esercizio è utile in quanto il nostro corpo per reagire all’infortunio e sollecitato dall’esercizio produce nuove
fibre tendinee per sostituire quelle danneggiate. Con questo tipo di esercizio aiutiamo le nuove fibre a
disporsi in modo ordinato e parallele alle forze di tensione a cui è sottoposto il tendine, cosa che non
accadrebbe con l’esercizio concentrico. Inoltre, aiuta l’allungamento delle unità muscolo-tendinee e
aumenta l’ipertrofia del tessuto tendineo e la sua resistenza.

Quali sono gli esercizi più efficaci per combattere la Tendinosi Achillea?

  1. CALF RAISE ECCENTRICO. Il classico esercizio che si può effettuare consiste nell’appoggiarsi su un gradino con gli avampiedi, andare sulle punte dei piedi spingendo con tutti e due gli arti (fase concentrica). Con un arto alla volta – poi – tenendo sollevato il piede non interessato nell’esercizio, scendere molto lentamente e in maniera controllata (cercando di non scendere a scatti) e arrivare con il tallone fin sotto il livello del gradino (portando il polpaccio al massimo allungamento), riappoggiare anche il piede che è stato tenuto sollevato e tornare in punta dei piedi. Il consiglio è di effettuare l’esercizio con tutti e due gli arti concentrandosi bene sull’arto infortunato. Effettuare gli esercizi tutti i giorni iniziando con 3 serie da 10 ripetizioni e aumentare progressivamente.
  2. STRETCHING e RILASCIO MIOFASCIALE. Un altro aspetto da non sottovalutare è cercare di tenere il muscolo del polpaccio senza contratture e ben allungato effettuando esercizi di stretching e automassaggio con il rullo.
Lorenzo Ciuti, FKT.
Ex Triatleta professionista, oggi Fisioterapista. Da quest’anno autore per il Blog MR Sport.
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Clicca sull’immagine per guardare il Video dell’esercizio Calf Raise Eccentrico con la Tendinosi Achillea.

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